venerdì 26 febbraio 2016

Febbraio 2016, studio di vettura Formula 1 (wingless wing-car/variable geometry).

Febbraio 2016. 

Studio di vettura Formula 1 non conforme al Regolamento Tecnico FIA. 

Caratteristiche principali: 

- La monoposto si presenta compatta e particolarmente bassa (si noti, in tal senso, l'altezza del roll-bar). Le ruote presentano diametri e sezioni differenti (più basse e strette anteriormente, più alte e larghe posteriormente). I cerchi sono realizzati interamente in fibra di carbonio. I cerchi anteriori sono provvisti di feritoia di sfogo di raffreddamento.   

- All'anteriore spicca il muso assai corto. Esso è provvisto di prese d'aria laterali atte ad alimentare l'S-Duct (il quale estrae l'aria attraverso il dorso del muso) e di prolungamento della parte centrale del fondo. Il prolungamento è raccordato al musetto mediante una palpebra, la quale separa il flusso (con benefici anche sulla qualità dello strato limite), dirigendolo al meglio verso le aree laterali della vettura. 

- Le prese d'aria dei freni anteriori sono a periscopio e decisamente alte. Ai lati di questi elementi (una presa d'aria a ruota), trovano posto profili alari regolabili provvisti di paratie laterali. Si tratta, invero, di superfici aerodinamiche mobili a tutti gli effetti. Suddetti profili alari, infatti, essendo connessi alle prese d'aria freni, assecondano e seguono in ogni istante il movimento delle ruote anteriori. Mobili, quindi, rispetto al suolo e rispetto alla vettura stessa.  

- La monoposto è una wing-car compiuta, che trae ispirazione dalle wing-car che animarono la Formula 1 dalla fine degli Anni '70 al 1982. Pertanto, fiancate lunghe atte ad accogliere i generosi Venturi e provviste di minigonne mobili (in fibra di carbonio e Jabroc). 
Una nervatura aerodinamica caratterizza il primo tratto della fiancata. Più indietro, davanti le ruote posteriori, trova posto una vistosa appendice aerodinamica atta a conferire maggior deportanza. A monte delle appendici laterali applicate alle pance si trova il terminale di scarico (uno per lato), a filo carrozzeria e tagliato a "fetta di salame". Gli scarichi alimentano, grazie all'effetto eiettore dei gas, le appendici stesse. 

- I radiatori preposti al raffreddamento del motore (abbiamo ipotizzato un plurifrazionato aspirato di cilindrata di 3000cc) sono alloggiati all'interno del tratto iniziale delle pance. A valle del tunnel radiatori, in alto (appena dietro lo specchietto retrovisore), si nota una appendice mobile nera (carbonio lucidato). Questo elemento mobile varia la geometria dell'effusore del tunnel radiatori, ottimizzando il raffreddamento e lo smaltimento del calore, nonché l'aerodinamica interna al tunnel stesso.

-  Il motore riceve aria attraverso le vistose prese d'aria ricavate ai lati del roll-bar e dell'abitacolo (una per lato). Esse sono coadiuvate da un piccolo snorkel ricavato sopra la "gobba", dietro il roll-bar. Esso si attiva solo a basse velocità, offrendo al motore una via supplementare di aspirazione. 

- Un profilo estrattore supplementare e centrale è visibile a valle della vettura. Questo va a sommarsi ai classici Venturi ricavati sotto le pance e sigillati mediante minigonne mobili.

- Freni: anteriori out-board, posteriori in-board. 



      


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